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Voucher Cloud e Cybersecurity 2026: la guida per le PMI

Fondo perduto 50% fino a 20.000 euro per cloud e cybersecurity: chi può richiederlo, cosa finanzia davvero e come prepararsi prima dello sportello.

7 min di lettura
Voucher Cloud e Cybersecurity 2026: la guida per le PMI

Punti chiave

  • Contributo a fondo perduto del 50%, da 2.000 a 20.000 euro, per PMI e lavoratori autonomi: 150 milioni stanziati, 71 riservati al Mezzogiorno.
  • Finanzia hardware e software di cybersecurity, cloud (IaaS, PaaS, SaaS) e i servizi di configurazione, monitoraggio e supporto continuativo fino al 30% del piano.
  • Si spende solo con fornitori iscritti all'elenco MIMIT: AmagisTech è iscritta come fornitore.
  • L'elenco fornitori è atteso entro fine luglio 2026; lo sportello aprirà dopo, in ordine cronologico: il piano di spesa va costruito adesso.

La risposta breve: il Voucher Cloud e Cybersecurity 2026 è il contributo a fondo perduto del MIMIT che copre il 50% delle spese in cloud e sicurezza informatica, fino a 20.000 euro, per PMI e lavoratori autonomi. Si può spendere solo con fornitori iscritti all'elenco ufficiale (in pubblicazione entro fine luglio 2026), lo sportello per le imprese aprirà subito dopo e i fondi si assegnano in ordine cronologico. AmagisTech è iscritta come fornitore: qui trovi come funziona davvero la misura, articolo per articolo del decreto, e come usarla per fare un salto vero di sicurezza.

Cos'è il Voucher Cloud e Cybersecurity 2026?

È la misura del Ministero delle Imprese e del Made in Italy ("Sostegno alla domanda di servizi di cloud computing e cyber security", decreto ministeriale del 18 luglio 2025), attuata con il supporto di Invitalia e Infratel Italia. Lo stanziamento complessivo è di 150 milioni di euro, di cui circa 71 riservati ai piani di spesa realizzati nelle regioni del Mezzogiorno. L'obiettivo dichiarato è spingere PMI e partite IVA ad adottare servizi cloud e di sicurezza nuovi o migliorativi rispetto a quelli già in uso: il decreto esclude esplicitamente i servizi con prestazioni analoghe a quelle che hai già. Non un rimborso dell'esistente, una leva per alzare il livello.

Il contributo è concesso in regime de minimis (plafond di 300.000 euro di aiuti su tre esercizi) ed è cumulabile con altri aiuti nei limiti previsti dalla disciplina europea: se hai già incassato altre agevolazioni, è un conto da fare prima.

Chi può richiederlo?

  • PMI, comprese le micro imprese, attive e iscritte al Registro Imprese, con sede in Italia.
  • Lavoratori autonomi e liberi professionisti con partita IVA, iscritti o meno a un ordine.
  • Esclusi i settori agricoltura e pesca (per effetto delle regole de minimis).

Tre requisiti pratici da conoscere:

  • Connettività di almeno 30 Mbps in download, autodichiarata: senza banda adeguata la domanda non passa, perché la misura finanzia servizi che vivono in cloud.
  • Polizza contro i rischi catastrofali: essere in regola con l'obbligo assicurativo previsto dalla legge 213/2023 è condizione di ammissibilità. È il requisito che più aziende scoprono all'ultimo.
  • Nessuna liquidazione o procedura concorsuale in corso. La regolarità contributiva (DURC) non serve per fare domanda: viene verificata d'ufficio al momento del pagamento.

Quanto vale il contributo?

Il voucher copre il 50% delle spese ammissibili, con due paletti: piano di spesa minimo di 4.000 euro (quindi contributo minimo di 2.000) e contributo massimo di 20.000 euro. Tre esempi per fissare le idee:

  • Piano di spesa da 8.000 euro: 4.000 a fondo perduto.
  • Piano di spesa da 24.000 euro: 12.000 a fondo perduto.
  • Piano di spesa da 40.000 euro o più: 20.000 a fondo perduto, il massimo.

In pratica, un progetto di sicurezza serio costa la metà. È il tipo di occasione che per una PMI capita di rado.

Cosa puoi comprarci davvero? Le 5 categorie ammissibili

Il decreto direttoriale elenca cinque categorie precise. Vale la pena leggerle con gli occhi di chi fa security:

  • Hardware di cybersecurity: firewall e next-generation firewall, router e switch con funzioni di sicurezza, sistemi di rilevamento e prevenzione delle intrusioni (IDS/IPS). Sì, l'hardware di security è finanziabile.
  • Software di cybersecurity: SIEM, antivirus e sicurezza degli endpoint, monitoraggio delle reti, crittografia, vulnerability management. È la categoria dove vive la detection.
  • Cloud infrastrutturale (IaaS e PaaS): macchine virtuali, storage e backup, rete e sicurezza (incluse VPN e anti-DDoS), database.
  • Applicativi SaaS: gestionali in cloud come ERP, CRM, HR, contabilità, e-commerce.
  • Configurazione, monitoraggio e supporto continuativo, fino al 30% del piano: i servizi professionali del fornitore, purché connessi ai servizi acquistati. È la voce che copre il lavoro di chi implementa e presidia. La formazione è esclusa, così come la consulenza slegata dagli acquisti.

Due esclusioni da non sottovalutare: i servizi analoghi a quelli già in uso (il voucher premia l'upgrade, non il rinnovo) e le spese fuori dalla finestra del piano: il piano decorre dalla concessione, e per gli abbonamenti il contratto va firmato entro 30 giorni da quel momento. Tradotto: niente acquisti anticipati, ma il piano va costruito adesso, per firmare al momento giusto.

Vuoi arrivare allo sportello con la domanda già pronta?

AmagisTech è iscritta come fornitore: costruiamo insieme il piano di spesa (hardware e software di security, monitoraggio gestito, supporto continuativo) prima dell'apertura, così al via sei tra i primi.

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Come funziona la procedura in due fasi?

  1. Fase 1, i fornitori. Prima si è costruito l'elenco degli operatori abilitati: la finestra di iscrizione (4 marzo - 23 aprile 2026) è stata prorogata al 27 maggio 2026. Il filtro è severo: servivano certificazioni ISO 9001 e ISO/IEC 27001 per tutte le categorie, più ISO/IEC 27017 (o CSA STAR) per i servizi cloud, oppure servizi già qualificati nel catalogo ACN. Le verifiche sulle istanze le fa Infratel Italia. Chi sarà in elenco ha superato un controllo di qualità reale. L'elenco ufficiale è atteso entro fine luglio 2026 (60 giorni dalla chiusura), con un codice identificativo per ogni servizio.
  2. Fase 2, le imprese. Dopo la pubblicazione dell'elenco, un provvedimento del Ministero fisserà data e modalità dello sportello. Regole già scritte nel decreto: una sola domanda per beneficiario, presentata online con SPID/CNS e PEC, con allegate le offerte dei fornitori scelti (dalle quali deve emergere la situazione di partenza e il miglioramento). Istruttoria entro 60 giorni, in ordine cronologico, fino a esaurimento fondi.

Quel "ordine cronologico" è la parola che decide tutto: i 150 milioni sembrano tanti, ma le platee di questi bandi bruciano i fondi in fretta. E siccome alla domanda vanno allegate le offerte del fornitore, il piano di spesa non si può improvvisare il giorno dell'apertura: chi ce l'ha già pronto parte davanti.

Come e quando arriva il contributo?

Punto che quasi nessuno spiega: il voucher non è uno sconto in fattura. Paghi i fornitori, poi il Ministero ti rimborsa il 50%. Puoi chiedere l'erogazione in un'unica quota a piano completato, oppure in due quote: la prima quando hai sostenuto almeno il 50% del piano, il saldo alla fine.

  • Servono le fatture con il CUP del progetto e la prova dei pagamenti.
  • Il Ministero verifica (inclusa la regolarità contributiva, acquisita d'ufficio) ed eroga entro 60 giorni dalla richiesta.
  • Attenzione agli abbonamenti: durata minima 24 mesi (finanziabili solo i primi 24), e il recesso anticipato o il cambio fornitore fanno perdere il contributo residuo. I piani ad acquisto diretto vanno completati entro 12 mesi dalla concessione.

Per la cassa di una PMI il messaggio è: il beneficio è reale ma arriva a rimborso, quindi il piano va dimensionato su spese che sosterresti comunque, al 50% del costo.

Come prepararsi prima dell'apertura dello sportello?

  1. Verifica i requisiti formali: posizione attiva al Registro Imprese (o partita IVA), connettività di almeno 30 Mbps, e la polizza contro i rischi catastrofali in regola.
  2. Prepara identità digitale e accessi: SPID o CNS di chi presenterà la domanda, e una PEC attiva.
  3. Costruisci ora il piano di spesa con il fornitore: cosa compri, in quali categorie, per che importo. Le offerte vanno allegate alla domanda e devono mostrare l'upgrade rispetto alla situazione attuale: è il lavoro che richiede più tempo e quello che decide la qualità della domanda.
  4. Scegli un fornitore iscritto all'elenco: la spesa è ammissibile solo lì. Farsi affiancare dal fornitore anche nella costruzione del piano evita errori di categoria e di importi.

Come usare bene il voucher: il consiglio da specialisti

La tentazione classica è usare il contributo per rinnovare quello che hai già. Ma il decreto non lo permette nemmeno: finanzia solo servizi nuovi o migliorativi. E il contesto spinge nella stessa direzione: secondo il Rapporto Clusit 2026, gli attacchi gravi in Italia sono cresciuti di oltre il 40% nel 2025. Tre modi concreti di spendere bene questi 20.000 euro:

  • Passare dagli alert ignorati alla detection e response gestita. Il software di monitoraggio della sicurezza e i servizi continuativi di monitoraggio e supporto sono tra le categorie ammissibili: per una PMI senza team dedicato è l'upgrade con più impatto in assoluto, qualcuno che guarda, indaga e risponde anche di notte.
  • Mettere in ordine le fondamenta: SIEM, sicurezza degli endpoint, vulnerability management, backup in cloud. Tutte voci che rientrano nelle categorie software e cloud del decreto.
  • Se rientri nella NIS2, doppio dividendo. Il voucher non paga la consulenza normativa in sé, ma finanzia proprio le capability tecniche che la direttiva ti chiede: monitoraggio, detection, backup, gestione delle vulnerabilità. Ti adegui e paghi la metà. Per capire se sei tra i soggetti obbligati, parti da a chi si applica la NIS2.

Il ruolo del fornitore (e perché muoversi adesso)

AmagisTech è iscritta come fornitore per il voucher: i servizi di security e il supporto continuativo con cui lavoriamo rientrano nelle categorie ammissibili previste dal decreto. Nelle prossime settimane costruiremo con le aziende interessate i piani di spesa e le offerte da allegare alla domanda: se vuoi arrivare al giorno dell'apertura con tutto pronto, parliamone adesso. Nel frattempo puoi vedere come lavoriamo sulla cybersecurity gestita e sui servizi di observability e SecOps.

In sintesi: 50% a fondo perduto fino a 20.000 euro, cinque categorie di spesa (hardware e software di security, cloud, SaaS, supporto fino al 30%), si spende solo con fornitori accreditati e si viene rimborsati dopo le spese. L'elenco fornitori arriva entro fine luglio, lo sportello subito dopo, in ordine cronologico: la domanda si prepara prima, il piano di spesa si costruisce adesso.

Domande frequenti

Copre il 50% delle spese ammissibili, con un contributo massimo di 20.000 euro. Il piano di spesa minimo è di 4.000 euro, che significa un contributo minimo di 2.000; per ottenere il massimo serve un piano da 40.000 euro.
PMI e lavoratori autonomi o liberi professionisti con sede in Italia, esclusi i settori agricoltura e pesca. Servono l'iscrizione al Registro Imprese per le imprese (partita IVA per gli autonomi), una connettività di almeno 30 Mbps e la polizza contro i rischi catastrofali prevista dalla legge.
Cinque categorie: hardware di cybersecurity (firewall, NGFW, router e switch di sicurezza), software di security (SIEM, endpoint, vulnerability management), cloud IaaS e PaaS (macchine virtuali, storage e backup, VPN), applicativi SaaS (ERP, CRM, gestionali) e i servizi di configurazione, monitoraggio e supporto continuativo fino al 30% del piano. Formazione e servizi identici a quelli già in uso sono esclusi.
Le categorie ammissibili includono il software di monitoraggio della sicurezza e i servizi continuativi di configurazione, monitoraggio e supporto connessi ai servizi acquistati: in quel perimetro rientra un servizio di detection e response gestita.
A rimborso, dopo le spese: in un'unica quota a fine piano oppure in due quote, la prima quando hai sostenuto almeno il 50% del piano. Servono fatture con il CUP e prova dei pagamenti; il Ministero eroga dopo verifiche entro 60 giorni.
Non c'è ancora una data ufficiale. Prima il Ministero pubblica l'elenco dei fornitori (atteso entro fine luglio 2026), poi un provvedimento fisserà termini e modalità. Le domande saranno gestite in ordine cronologico fino a esaurimento fondi.
Sì: le spese sono ammissibili solo se acquistate da fornitori iscritti all'elenco MIMIT. AmagisTech è iscritta come fornitore per servizi cloud e cybersecurity.

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